Ultimamente ho sentito dire un gran bene del burgul. Che sarebbe un grano tostato in chicchini, di colore giallo, ottimo per insalate di verdura e piatti estivi. Sembra che tutti non facciano altro che mangiare il bulgur. Inoltre, al supermercato di roba turca&affini vicino casa mia hanno più varietà di bulgur che di pasta.
E' stato così che ho fatto una bella insalata di cous cous, per andare contrcocorrente, e soprattutto perché quando mi sono interrogata sulle differenze tra i due elementi mi è balzato subito all'occhio il fatto che il cous cous cuoce in meno tempo. E il tempo è prezioso se stai preparando il pranzo al sacco (tecnicamente il lunchbox per la tua gita fuori porta :)
Ingredienti x 4 persone
1 tazza di cous cous
1 tazza di acqua
olio d'oliva
1 cipolla rossa
1 spicchio d'aglio
1 peperone giallo
2 carote grattugiate
3 cucchiai di semi di zucca (ehm... quelli sgusciati)
2 cucchiai di uvette o cranberries essiccati
1 rametto di prezzemolo
2 rametti di menta
il succo di 1/2 arancia
il succo di 172 lime
sale
pepe
Preparazione
Il bello del cous cous è infatti che si fa in 5 minuti: le istruzioni sul pacchetto blu con la donnina non mentono, anche se usate un'altra marca. Si fa bollire una tazza d'acqua, si aggiunge una tazza di cous cous fuori dal fuoco con un cucchiaino d'olio, si mette in coperchio e si aspettano 10 minuti, sempre fuori dal fuoco: come per magia fa tutto da solo, si gonfia ed è pronto. Volendo per aggiungere cremosità si può aggiungere una noce di burro quando tutta l'acqua è stata assorbita (io lo faccio sempre nelle preparazioni con la passata di pomodoro, so che molti inorridirebbero infatti non lo sa nessuno, questa volta invece NON l'ho fatto).
Mentre il cous cous si prepara da sé, si fanno intanto soffriggere la cipolla e l'aglio in un cucchiaio d'olio con i semi di zucca, aggiungendo dopo poco il peperone tagliato a strisce per farlo ammorbidire. Intanto si spremono mezza arancia e mezzo lime (o limone, che alla fine la differenza è poca) e si versano sule carote grattugiate, per poi aggiungerle nella padella.
A quel punto il cous cous è pronto e può quindi raggiungere gli altri ingredienti. Aggiustare di sale e pepe e per ultime mettere le uvette (o altra frutta secca, io ho usato i cranberries, altrimenti vanno bene anche pezzetti di albicocca, ma non posso usare le albicocche tutte le volte) e prezzemolo e menta tritati.
Questa insalata non è male calda ma è buonissima fredda, soprattutto se tenuta in frigo con foglie extra di menta e spicchi di lim(on)e!
Ovviamente, se volete dare visibilità alla vostra conoscenza e farmi notare se e perché sarebbe stato meglio usare il bulgur, sentitevi liberi nei commenti! Buona domenica!
domenica 11 agosto 2013
sabato 3 agosto 2013
lift me up yogurt & frutta (secca e fresca)
Sono stata un po' in vacanza. So che quelli seri prima avvertono, poi ci vanno. Io invece ho fatto il contrario, ho semplicemente staccato (quasi) tutto e mi sono presa una pausa finalmente abbastanza lunga, anche per pensare e disporre le mie ansie in file ordinate, cercando di dare a ognuna una priorità.
Una pausa anche abbastanza calda per spegnere davvero il forno -anche perché nell'esclusivo resort dove mi sono rifugiata cucina solo mia mamma.
Però in un paio di occasioni sociali ho avuto modo di riutilizzare e correggere il mio vincente tiramisu alla frutta... che di tiramisu non ha moltissimo mancando il caffé e l'uovo. restano i savoiardi, o pavesini, inzuppati in un cocktail di succo di frutta e il mio liquore preferito. Questa volta, anzi queste due volte visto che l'ho preparato in 2 versioni, ho pensato di alternare frutta fresca e frutta essiccata, altrettanto naturale (almeno si spera) ma più dolce, e tornata all'originaria sofficità dopo un'immersione nel succo di frutta.
Ingredienti
500 gr mascarpone
500 gr yogurt cremoso alla frutta (nel mio caso, fragola o albicocca)
230 gr zucchero a velo
2 bicchieri succo di frutta
1 bicchierino di liquore alla frutta (io uso sempre Cointreau)
200 gr albicocche o fragole essiccate
frutta fresca per decorare
Preparazione
In una ciotola amalgamare yogurt, mascarpone e zucchero (tenendo da parte due cucchiai per la parte liquida e per eventuale decorazione), prima con il cucchiaio in modo che lo zucchero non si innalzi nella classica nuvola che si deposita ovunque fuori dalla ciotola, poi con le fruste per sciogliere bene il formaggio e ottenere una crema liscia.
Nel frattempo, in una scodella, inzuppare i pavesini o savoiardi nel cocktail di succo e liquore e la frutta essiccata. Alternare uno strato di biscotti, uno di frutta secca e uno di crema, fino a esaurimento.
In generale a me piace non esagerare con gli strati di biscotti, non ne faccio mai più di due; preferisco abbondare con la crema. Decorare l'ultimo strato con la frutta fresca e eventualmente spolverare con lo zucchero rimasto, e conservare in frigo fino al momento di servire (se il momento di servire è molto prossimo, si può optare per 20 minuti in freezer).
Poi, siccome un po' degli ingredienti avanzano sempre, come non mettere inssieme "la merenda della cuoca"? Secondo me in porzioni individuali questo dolce non corre il rischio di spappolarsi nell'affettamento e si presenta ancora meglio! E tra parentesi si può preparare in fretta e furia come finale di una cena improvvisata per due-tre persone se avete solo un barattolo di yogurt, un fondo di mascarpone e un solo pacchetto di biscotti!
Una pausa anche abbastanza calda per spegnere davvero il forno -anche perché nell'esclusivo resort dove mi sono rifugiata cucina solo mia mamma.
Però in un paio di occasioni sociali ho avuto modo di riutilizzare e correggere il mio vincente tiramisu alla frutta... che di tiramisu non ha moltissimo mancando il caffé e l'uovo. restano i savoiardi, o pavesini, inzuppati in un cocktail di succo di frutta e il mio liquore preferito. Questa volta, anzi queste due volte visto che l'ho preparato in 2 versioni, ho pensato di alternare frutta fresca e frutta essiccata, altrettanto naturale (almeno si spera) ma più dolce, e tornata all'originaria sofficità dopo un'immersione nel succo di frutta.
Ingredienti
500 gr mascarpone
500 gr yogurt cremoso alla frutta (nel mio caso, fragola o albicocca)
230 gr zucchero a velo
2 bicchieri succo di frutta
1 bicchierino di liquore alla frutta (io uso sempre Cointreau)
200 gr albicocche o fragole essiccate
frutta fresca per decorare
Preparazione
In una ciotola amalgamare yogurt, mascarpone e zucchero (tenendo da parte due cucchiai per la parte liquida e per eventuale decorazione), prima con il cucchiaio in modo che lo zucchero non si innalzi nella classica nuvola che si deposita ovunque fuori dalla ciotola, poi con le fruste per sciogliere bene il formaggio e ottenere una crema liscia.
Nel frattempo, in una scodella, inzuppare i pavesini o savoiardi nel cocktail di succo e liquore e la frutta essiccata. Alternare uno strato di biscotti, uno di frutta secca e uno di crema, fino a esaurimento.
In generale a me piace non esagerare con gli strati di biscotti, non ne faccio mai più di due; preferisco abbondare con la crema. Decorare l'ultimo strato con la frutta fresca e eventualmente spolverare con lo zucchero rimasto, e conservare in frigo fino al momento di servire (se il momento di servire è molto prossimo, si può optare per 20 minuti in freezer).
Poi, siccome un po' degli ingredienti avanzano sempre, come non mettere inssieme "la merenda della cuoca"? Secondo me in porzioni individuali questo dolce non corre il rischio di spappolarsi nell'affettamento e si presenta ancora meglio! E tra parentesi si può preparare in fretta e furia come finale di una cena improvvisata per due-tre persone se avete solo un barattolo di yogurt, un fondo di mascarpone e un solo pacchetto di biscotti!
domenica 14 luglio 2013
pasta fredda con zucchine al vino e menta
Anche se recentemente un po' a rilento, sono arrivata al ventesimo post!
Essendo una che ha sempre prontamente schiacciato sotto i suoi stessi piedi e buttato nel metaforico water della vita tutti i piccoli progetti creativi che ha avuto, devo ammettere che questi pochi mesi hanno già un vago sapore di traguardo.
Nel frattempo devo anche fare un essenziale mea culpa: non ho reso molto onore al nome del mio blog, dato che finora sull'orizzonte delle mie ricette non è mai comparsa l'oblunga silhouette di una zucchina.
Provo a porre rimedio con questo ventesimo post, con una pasta estiva, fresca e vagamente aspra, ottima per ristorarsi dopo essere tornati a casa dal lavoro su un autobus (o altro mezzo di trasporto) pullulante di esseri umani accaldati e sudati.
A me è piaciuta l'idea di decorarla sul finale con un ciuffetto di menta, come se fosse un cocktail. E ho scoperto che il secondo giorno, sfacciatemente fredda di frigo , rende ancora meglio l'idea.
Ingredienti per 2 persone
1 zucchina
3 rametti di menta
2 ciuffetti di prezzemolo
2 cucchiai di olio d'oliva
2spicchi d'aglio
1 bicchiere di vino bianco secco
3 cucchiai di brodo vegetale istantaneo
Preparazione
Tagliare l'aglio a tocchetti piccolissimi, e lasciarlo soffriggere in padella con un cucchiaio d'olio. Aggiungere la zucchina, tagliata a tocchetti triangolari medio piccoli. Una volta che la verdura si è insaporita, lasciarla cuocere versando gradualmente il vino (nelle ricette non mennzionano mai un bicchiere intero, ma nella mia esperienza va sempre a finire così!) e il brodo.
Fare un trito di menta e prezzemolo, e aggiungerlo a fine cottura, insieme a sale e pepe (suppongo che anche una spruzzatina di succo di lime non farebbe affatto male).
Devo dire che fino a poco tempo fa ero un po' sospettosa circa la menta nei piatti salati. Ma cercare l'ispirazione spinge anche a questo... voi, blogger seri e molto oltre i venti post, in quali piatti la usate? ;)
mercoledì 3 luglio 2013
non aprite quel cheesecake
Voglio SUBITO precisare che, nonostante il titolo del post richiami scenari raccapriccianti e le foto (fatte in fretta e in presenza di testimoni oculari che inibivano la mia artisticità) non rendano giustizia, il mio primo cheese cake è stato un trionfo. Non poteva essere altrimenti dato che per una volta mi sono attenuta minuziosamente alla ricetta di mia mamma, che ha tanti difetti ma fa il cheese cake più buono che abbia mai mangiato! L'unica regola che ho infranto è di avere un po' forzato i tempi di raffreddamento e refrigerazione, creando così un effetto vagamente squacquero al taglio della torta. Lì per lì ho chiamato in causa il diametro della teglia, la quantità della panna in relazione alla dose di philadelphia o altre complicate equazioni, ma dato che al secondo round (la mattina dopo) la torta era perfettamente solidificata e spumosa al punto giusto, la verità è una ed è più semplice: dovevo tenerlo più a lungo in frigo, o (dato che le ore sono state rispettate) infilarcelo quando si era del tutto raffreddato dal forno. Forse così avrei anche evitato quel mega crepaccio sulla base della torta... che però si è aperto a forma di sorriso - e già da lì ho capito che era venuto buono!
Ingredienti
Per la crosta:
175 g di biscotti secchi tipo Oro Saiwa
75 g di burro
Per la crema:
500 g Philadelphia Light
300 g di panna fresca (per i più britannici: io ho usato la single cream, la double mi incute timore)
150 g di zucchero
un limone
3 uova
Per la salsa di fragole:
100 g fragole
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di succo di limone
Preparazione
Sbriciolare i biscotti molto finemente e amalgamarli con il burro fuso; con l'impasto rivestire uno stampo di circa22 cm. pigiandolo delicatamente in modo che "salga" un pochino anche sui lati.
Spremere il limone e passare il succo al colino, poi frullare formaggio, panna, zucchero, scorza e succo di limone finché saranno perfettamente amalgamati. Unire a questo punto le uova e frullare per altri 30 secondi.
Versare il composto nello stampo e cuocerlo per 45 minuti nel forno preriscaldato a 160°.
A cottura ultimata, lasciare raffreddare con pazienza la torta e metterla in frigorifero per 2 ore.
Sformarla delicatamente su un piatto e conservarla in frigoriferoper un altro paio di ore prima di tagliarla!
Prima di servire, decorare il cheese cake con la salsa. Io ho semplicemente schiacciato le fragole fresche con un po' di zucchero e limone, lasciando dei pezzettoni succosi. Ma la prossima volta, quando mi metterò all'opera con più calma e fiducia di riuscire, voglio cimentarmi in qualche topping più complesso. A questo proposito: avete consigli? Sono sempre graditissimi!
mercoledì 26 giugno 2013
pomodori ciliegini in forno - e pasta vagamente gratinata
Il mare non c'è, il caldo così così, feste e mattate varie sembrano appartenere ormai a un'epoca passata, MA per me l'estate continua a significare, se non altro, pomodori.
Pomodori e pomodorini, appena la temperatura aumenta anche solo un un pochino li mangerei a colazione pranzo e cena senza stancarmi mai. Crudi, cotti, ripieni crudi e ripieni cotti.
Dato che il risultato non era né innovativo né fotogenico ho cercato di trasformare il tutto almeno in un esperimento di riciclo creativo, presentandolo in uno dei mille barattolini di vetro per alimenti che, dopo l'uso, lavo e metto via (tornerò sull'argomento forse, chissà...). Ho pensato che servita così, in porzioncine, questa pasta potrebbe essere un'idea simpatica per un antipasto o parte di un aperitivo sostanzioso, poi ho fatto caso che ero da sola e che non vi erano altre portate al mio banchetto, e ho mangiato il resto dalla teglia :)
Ingredienti (per una persona affamata)
10 pomodori ciliegini
2 spicchi d'aglio
80 g penne rigate
1 mozzarella
1 cucchiaino di pan grattato
olio d'oliva
sale pepe
origano
spezie (timo, basilico, peperoncino)
Preparazione
Tagliare l'aglio a fettine rotonde sottili, e i pomodorini a metà (cercando di non farli scoppiare... succede anche a voi vero?). Disporli con la metà tagliata all'insù su una piccola teglia, aggiungere un filo d'olio, sale pepe spezie e una spolverata di pan grattato. Infine su ogni, e dico ogni, pomodorino posizionare un pezzettino di aglio. Infornare a 180° per 20 minuti. Nel frattempo, cuocere la pasta, scolarla, condirla con un filo d'olio e le stesse spezie precedentemente usate per i pomodorini. A questo punto i due elementi sono pronti per essere disposti insieme, cementati da qualche fetta di mozzarella e dal restante pan grattato, e rimessi in forno per un altro quarto d'ora.
Un'altra considerazione che mi sento di fare, è che se non avessi il blog con tutta probabilità avrei mangiato la pasta all'olio e i pomodori crudi a parte. Quindi w il blog, direi.
giovedì 20 giugno 2013
pesche ripiene di riso al latte
No, vabè, dopo così tanti giorni di silenzio potevo forse spremere dalla mia zucchina qualcosa che comportasse un minimo di sbattimento in più, ma in fondo perché?
Come si fa il riso al latte fatto in casa penso che lo sappia ormai ogni singolo chicco di riso, però rivendico con un certo orgoglio di aver partorito l'idea di riempirci le pesche sciroppate tutta da sola (Ok, sono alte le possibilità che qualcuno mi faccia notare che no, in qualche piega della rete la ricetta c'era già. In tal caso piangerò un po', ma vi giuro che non lo sapevo!).
Inoltre, lo stampino per biscotti a forma di stella comprato mesi fa e finora mai usato ha avuto un esordio invero scenografico!
Ingredienti (per 4 persone non eccessivamente affamate)
4 mezze pesche sciroppate
1 bicchiere di riso bianco
2 bicchieri di latte di soia
3 cucchiai di zucchero
cannella
aroma di vaniglia
Preparazione
Il riso al latte consiste in pratica nel far bollire il riso nel latte e zucchero, fino a che tutto il liquido non è stato assorbito. Si ottiene una crema che si presta anche molto bene a essere "scolpita", come base per una torta di frutta (al posto della frolla), o in qualsivoglia altra forma. Ebbene con una spruzzata di cannella e di vaniglia questo allegro pastone si presta anche a riempire l'incavo delle pesche sciroppate, previamente allargato un pochino con uno di quei cucchiai per fare le palline da gelato.
Pochi minuti, poca fatica, un risultato fotogenico e digeribile. Fine perfetta di un pasto in cui abbiamo proposto ai commensali un cinghiale caramellato con contorno di peperoni e effettivamente non c'entrava altro, ma volevamo comunque sottolineare che sì, sappiamo fare anche il dessert.
giovedì 13 giugno 2013
frittelle di melanzane
Non so voi, a me in generale mangiare per strada non piace. Cioé, street food e mercatini gastronomici in una pigra domenica di sole sì, ma divorare un panino correndo verso l'autobus all'ora di punta, con la borsa e otto sacchetti della spesa no.
Tuttavia l'altro giorno in preda a un attacco di fame ho fatto proprio questo, anche perché avevo adocchiato uno stand a bordo marciapiede che vendeva una cosa chiamata "Aubergine Cakes". Ora, io le melanzane le adoro, per quella loro caratteristica spugnosità (che invece disgusta i detrattori di questo adorabile ortaggio!).
In queste cakes, che poi altro non erano che frittellone, ho anche trovato un'erbina che io di solito associo al salmone, e che dopo accurata ricerca google ho appreso essere l'aneto/finocchio selvatico. Un'associazione azzeccata in modo allucinante!
Ho quindi sentito l'obbligo di provare a copiare tale prelibatezza, e onestamente sono abbastanza fiera del risultato.
Ingredienti (per una ventina di frittelle)
1 piccola melanzana oblunga, tagliata a rotelle sottili
3 rametti di aneto/finocchio selvatico
olio extravergine d'oliva per soffriggere le melanzane
1 cipolla
2 spicchi d'aglio
150 g di farina (io ho usato, con un piccolo azzardo, quella autolievitante per dolci. Sono ancora qui)
200 g latte
2 uova
sale
pepe
peperoncino
cumino (ormai l'ho comprato, devo metterlo ovunque)
olio di semi per friggere
Preparazione
Tagliare le melanzane e farle soffriggere in olio d'oliva con la cipolla a tocchettini e l'aglio schiacciato. Sì, avete capito bene: in questa storia un po' unta le melanzane si friggono 2 volte.
Nel mentre, preparare la pastella: unire la farina, il latte e i tuorli d'uovo. Montare gli albumi a neve in una terrina separata, e incorporarli piano piano al composto. Lasciarlo quindi riposare un quarto d'ora. Nel frattempo, scolare le melanzane e tamponarle con dello scottex per assorbire l'olio. A questo punto si uniscono alla pastella le spezie e l'aneto sminuzzato, e si comincia a scaldare l'olio non d'oliva per la frittura definitiva. Tuffare una-due rotelle di melanzane nella pastella e tirarle su con un ramaiolo (o come si chiama quel cucchiaio rotondo per zuppe... mi affido al vostro acume di lettori se la parola non è giusta!) in modo da poter versare nella padella una cucchiaiata tonda alla volta, per creare delle frittellone. Ripetere l'operazione fino a esaurimento ingredienti. Tamponare i sensi di colpa con lo scottex, o accompagnando le frittelle con un'insalatina scondita e patate lesse.
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